Una vineria davvero speciale, un luogo unico dove trionfano arte e gusto.

Ottimo vino, arte e musica jazz, Vini e Affini è una vineria situata a Cavaglià, piccolo paese del Biellese a due passi dal lago di Viverone.

I proprietari, Giuseppe, un giovane trentenne dalla personalità eclettica e stravagante, un artista, un enologo e un filosofo, sposato con Valeria, compagna nella vita e nel lavoro, insieme alla mamma Graziella, creativa di nascita e di professione, trasmettono un’emozione unica all’interno del loro locale. Ogni volta mi fanno sentire accolta come a casa, sempre sorridenti e gentili e questa creatività a tutto tondo che si respira all’interno degli spazi mi entusiasma.

 

Gli ambienti unici della vineria

Photo credits Diego Miscioscia

Quando entro da Vini e Affini, devo ammettere che mi dimentico assolutamente dove sono, le note della musica jazz in sottofondo, la luce soffusa, il caldo tepore, il brusio delle voci, le lampade a sospensione che creano un ambiente intimo ma allo stesso tempo underground, attorno i vivaci colori che scivolano sui muri e le creazioni artistiche di Giuseppe: per un attimo mi sembra davvero di essere in qualche sobborgo Londinese.

Photo credits Diego Miscioscia

Entrando rimani subito sorpreso dal forte carattere dei colori che predominano sulle pareti. Le svariate tecniche di stesura e le scritte a murales fanno da subito pensare che si tratti di un locale dove la mano dell’artista ha dato il meglio di sé. Arredi quali tavole, sedute e porta riviste sono ricavati da tronchi, mentre  a soffitto l’illuminazione è realizzata con un tubo in acciaio. L’arte del recupero qui è di casa.

Photo credits Diego Miscioscia

Un corridoio dove si possono vedere esposti i migliori vini da degustare, dove nulla è lasciato al caso, curato nel minimo dettaglio, dai materiali di rivestimento ai materiali di finitura, con la sua magia ti porta ad una seconda stanza con tante sedute e tavolini differenti. Poltroncine, divanetto rosso, sgabelli e panche, soddisfano tutti i gusti, ideale sia per i gruppi di amici, che per le coppie.

Photo credits Diego Miscioscia

I complementi d’arredo

Photo credits Diego Miscioscia

Nei complementi d’arredo troviamo tutta l’originalità dell’artista, dalla scacchiera realizzata con bulloni e viti, alle sospensioni realizzate personalmente da Giuseppe.

Da Vini e Affini si possono gustare sia vini che birre, Giuseppe è un mago nello spiegarti le varie qualità, ti affascina e ammalia nel racconto delle note profumate dei suoi prodotti. Puoi immaginarti i fiori, i frutti e le terre da cui derivano.

Non solo “note alcoliche”, ma anche te’ e tisane. Adoro quando Valeria mi porta il vassoio con la tazzina e la teiera contenente il te’ caldo fumante, una più carina dell’altra, accompagnate sempre dal miele che enfatizza ancora di più il profumo delle varie tipologie di infusi che si possono scegliere.

 

Parola ai proprietari di “casa”

Ma chi meglio di loro può descrivercelo? Lasciamoli raccontare.

Come nasce l’idea di aprire Vini e Affini?

L’idea di aprire la vineria arriva in un momento particolare della vita di tutti e tre. Graziella (la titolare) stava attraversando un periodo lavorativo non facilissimo, tra una trasferta estenuante e l’altra, la voglia di riaprire “quel vecchio cassetto dei sogni” si faceva sempre più vivida. Giuseppe (il maitre ) stava passando dalla filosofia all’arte e nel mentre terminava i suoi anni di gavetta all’enoteca di Roppolo. Valeria (la spalla di Graziella in cucina) aveva appena finito i suoi studi con ricorrenti punti di domanda sul futuro ed una passione incalzante per ogni forma di creazione.

Tutte e tre le situazioni erano sufficientemente instabili per creare una condizione ideale allo sviluppo di un nuovo progetto.

Lavorare con la famiglia: ognuno di voi ha caratteristiche diverse che portano a far si che il locale sia così, un mix di colori e stile, dove trapelano le vostre vite, ci volete raccontare tutti e tre qualcosa di voi? 

Tre persone diverse, è vero… Ma che in questa diversità trovano il bilanciamento giusto di una ricetta tutta particolare.

Graziella è un’ape operaia, sempre al lavoro, sia mentalmente che fisicamente. Un’instancabile sognatrice che ha viaggiato ovunque, lasciandosi ispirare dalle atmosfere, profumi e sapori dei vari posti che ha visto. Con la mente sempre aperta, il suo sentire si manifesta in tutto il suo “fare”, nelle poesie che scriveva anni fa ed oggi nello stile della sua cucina “piccante” come lei!

Valeria invece è “la cura” sì, è la cura del dettaglio in ogni cosa, intimidita solo dalla noia, divide le sue giornate tra infiniti progetti aperti e la realtà quotidiana, cercando di trovare sempre se stessa in ogni situazione. Ama lavorare con le mani, costruire qualcosa la rende frizzante, fare un’orto sinergico la esalta… ma per sempre?  Se si stufa sono guai!

Giuseppe è un pensiero vivente, sempre immerso nelle sue cose.. “La passione per l’arte forse è sempre stata presente dentro di me, ma ho cominciato a prenderne coscienza 10 anni fa, dopo che ho conosciuto Valeria. Stavo studiando filosofia e al tempo stesso abbandonavo quest’ultima per l’espressione artistica”.

Giuseppe, mi racconti qualcosa delle tue creazioni all’interno del locale? E soprattutto, mi sveli un pò delle tecniche usate per creare la parete all’ingresso? 

Il locale è sempre in aggiornamento, ogni sei mesi qualcosa deve cambiare, altrimenti ci annoiamo..

Ultimamente ho lavorato direttamente sulle pareti interne perchè sono in una fase “essenzialista” del mio percorso creativo. Penso che in questo periodo le persone abbiano bisogno di respirare, visto che la società contemporanea spinge le coscienze verso un’idea di felicità trovata solo nell’accumulo e nel possesso.

Per le pareti dell’ingresso ho lavorato con pittura da muro, tempera e bomboletta. Ho preparato un fondo unico per ambedue le pareti, prima una mano di blu e successivamente ho dato diverse mani di velatura con tre differenti toni di color tabacco semitrasparente. Poi sfruttando l’irregolarità della superficie, passando con la cartavetro sottile, ho fatto emergere toni disomogenei di blu sul tabacco, ottenendo una trama che ha un sapore come di vissuto.

Dopo questo lavoro, nella prima parete a sinistra ho dato sfogo all’istinto, improvvisando sull’idea street/industrial che avevo in mente.. quindi una botta di verde per spezzare, qualche tag a bomboletta con colori forti e per finire dei segni identificativi di richiamo urbano.

Nella seconda parete, invece, ho lavorato con più razionalità in modo da far emergere il contrasto tra le due. Ho usato una tecnica chiamata dripping, con la quale ho creato delle colature (una rossa ed una bianca) ripetute come un mantra sul colore di base e poi nel punto di fine colata di ogni linea ho creato dei pallini azzurri con la bomboletta, così da ottenere un’armonia casuale ma ricercata.

Tutto è ricercato, a cosa vi siete ispirati per l’arredamento?

L’arredamento, come già dicevamo prima, non è statico. Ogni volta che sentiamo la necessità di cambiare, lo facciamo.. con tutte le problematiche del riadattamento :)

L’ultima release sicuramente prende ispirazione dalle atmosfere “street”, ma viene fusa con con un’idea zen/orientale, ottenendo così una dimensione essenziale ma avvolgente, anche emotiva e spirituale.Quindi tavoli realizzati da noi recuperando piani di lavoro, paralumi di carta o vetro resina dipinta, divani avvolgenti e piante verdi all’interno (salvo deperimento ;) )

Qual è il messaggio che volete trasmettere?

Il messaggio fondamentale resta “la sostanza”, intesa come pienezza in tutto, soprattutto nelle relazioni umane che in questi tempi sembrano fondate sul cristallo. Quindi un locale che non è solo una macchina della sopravvivenza economica, ma un posto che favorisce il dialogo aperto e che speriamo stimoli a ritrovare il gusto per il sano confronto.

Giuseppe, se si può sapere, hai altri progetti sia artistici che non, in mente? 

Per quanto riguarda me, in quest’ultimo anno, oltre ad installazioni e sculture sto portando avanti TOCTOCARTIST che è un progetto artistico dove vado a casa della gente e mi esprimo sulle pareti interne delle abitazioni. Con l’unica piccola clausola che non c’è possibilità di commissione, o meglio, i proprietari di casa accettano la mia arte totalmente. Ma questa è un’altra storia…

Il locale l’abbiamo visto, chissà la vostra casa, ora sono curiosa! Magari alla prossima puntata?

Per la casa vogliamo lasciarvi con l’interrogativo.. per un brunch in compagnia sei la benvenuta!

 

Un grazie alla Vineria Vini Affini!

 

Non perdetevi i nuovi appuntamenti con “Il salotto di Sara” e se vi è piaciuto, lasciatemi un commento qui sotto. :)

 

 

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